Ve lo ricordate il Teletext, o Televideo?

Il Televideo e il teletext: come la televisione ha imparato a parlare con le parole oltre le immagini. La TV che scriveva, dalla pagina 100 alla 777

Scritto da Elisa Danese08.01.2026

Ve lo ricordate il Teletext, o Televideo?

Il Televideo e il teletext: come la televisione ha imparato a parlare con le parole oltre le immagini. La TV che scriveva, dalla pagina 100 alla 777

Elisa Danese08.01.2026

Negli anni Ottanta, la televisione iniziava a cambiare ruolo, evolvendo da mezzo da guardare passivamente, a strumento che permetteva di consultare informazioni in modo autonomo. Il teletext, e in Italia la sua incarnazione più nota, Televideo, trasformava lo schermo in una sorta di pagina digitale, accessibile attraverso il telecomando, offrendo notizie, meteo, orari, sottotitoli per i non udenti e molto altro.

Il teletext, noto in Italia come Televideo, è un servizio televisivo non interattivo nato per fornire informazioni testuali affiancando il segnale video, e si è imposto come strumento di consultazione autonoma già negli anni Ottanta. Sviluppato dalla Rai a partire dal 1984, con Televideo è stato possibile accedere a notizie, meteo, risultati sportivi, palinsesti, informazioni utili e sottotitoli per i non udenti semplicemente digitando un numero sul telecomando. L’idea di trasmettere dati testuali attraverso le linee nascoste del segnale video risale agli anni Settanta e deriva dalle sperimentazioni britanniche della BBC, come Ceefax. Questa tecnologia permise alla televisione di trasformarsi in un mezzo che non solo si guardava, ma che si poteva “consultare”, anticipando alcune logiche oggi associate a Internet: consultazione attiva, reperibilità continua e integrazione tra media.

Come funziona il teletext

Il teletext funziona inserendo dati testuali nel segnale televisivo durante la cosiddetta cancellazione di quadro, un intervallo presente nei televisori a tubo catodico in cui il pennello elettronico si sposta dall’angolo in basso a destra dello schermo a quello in alto a sinistra, senza trasmettere l’immagine vera e propria. In pratica, ogni riga di testo corrisponde a una riga video, permettendo di trasmettere circa dieci righe per semiquadro; considerando lo standard PAL, con 50 semiquadri al secondo, il flusso di informazioni risultava rapido ma limitato. Nella televisione analogica la ricezione del teletext era opzionale e non tutti i televisori erano predisposti; dal 1991 in poi, invece, la maggior parte dei modelli supportava il servizio. Con l’avvento della televisione digitale, il teletext è diventato una funzione standard, disponibile su tutti i decoder e televisori compatibili.

Le informazioni sono organizzate in pagine, ciascuna corrispondente a un’intera schermata composta da 24 righe, 40 colonne e fino a 16 colori. Le pagine vengono trasmesse ciclicamente e identificate da un numero a tre cifre: digitando il numero desiderato, il televisore memorizza e visualizza la pagina appena trasmessa. Le pagine possono essere statiche, rimandendo sullo schermo fino alla selezione successiva, o rolling, cioè che si alternano automaticamente in rotazione ogni 20 secondi circa.

Gli apparecchi più avanzati permettono di memorizzare più pagine consecutive, o anche pagine non consecutive, semplificando la consultazione abituale. Alcuni modelli consentono addirittura di memorizzare tutte le pagine e sottopagine, così da accedervi immediatamente senza attendere il ciclo di trasmissione. Le sottopagine, numerate con un formato X/Y, dove X indica la sottopagina e Y il totale, richiedono più cicli di trasmissione per essere registrate tutte, ma permettono di organizzare contenuti più estesi senza occupare una pagina singola.

Alcune funzioni avanzate dei televisori includevano la possibilità di bloccare la visualizzazione su pagine multiple, eseguire uno zoom, affiancare il teletext al programma in corso con la modalità PAT (Picture-and-Text), oppure saltare rapidamente a pagine preimpostate usando i pulsanti colorati del telecomando, tramite la funzione Fastext. Queste caratteristiche, pur limitate rispetto alle moderne interfacce digitali, permettevano una navigazione sorprendentemente flessibile, anticipando alcune logiche che oggi ritroviamo nelle app e nei portali online.

Il servizio si affermò rapidamente: Televideo offriva una doppia dimensione nazionale e regionale, con notizie aggiornate dalle redazioni dedicate, cronaca, palinsesti, orari dei treni, meteo e persino sottotitoli per i non udenti. La pagina 100 era l’indice generale, mentre pagine successive ospitavano sezioni tematiche come sport, borsa, spettacoli, servizi pubblici e curiosità, abituando milioni di italiani all’idea di reperire autonomamente l’informazione.

Anche le emittenti private adottarono il teletext: Mediaset con Mediavideo, La7 e MTV Italia, arricchendo l’offerta con rubriche pop, anteprime sui programmi, favole e spazi pubblicitari anticipatori dei banner online. Mediavideo sperimentò forme di interattività tramite SMS e chat, creando un primitivo spazio sociale mediato dalla TV. Parallelamente, in Svizzera italiana, Swiss TXT offriva il servizio sulle reti RSI, con attenzione all’accessibilità.

La sottotitolazione per non udenti rimane uno dei lasciti più duraturi: la pagina 777 di Televideo è diventata un simbolo riconosciuto, garantendo accesso ai programmi a chi altrimenti sarebbe stato escluso. Anche i teletext locali hanno avuto un ruolo importante, offrendo informazioni civiche, cronaca locale e annunci, con una grafica spartana ma immediata, anticipando pratiche che oggi si ritrovano sui social dei comuni e delle associazioni.

MTV Video e La7 Video hanno introdotto contenuti più giovani e pop, legando il teletext alla musica, alle classifiche e ai quiz, e in alcuni casi fungendo da ponte verso Internet, con pagine che indirizzavano a giochi online o contenuti aggiuntivi. Allo stesso tempo, esperimenti come Freedomland tentarono di portare Internet direttamente sulla TV, mostrando come il teletext fosse già una proto-rete informativa.

Oggi, pur con la prevalenza di smartphone, app e piattaforme digitali, Televideo resta attivo, un esempio di servizio pubblico e di accessibilità, e un’icona della navigazione autonoma dell’informazione. La sua logica numerica, la consultazione attiva e la struttura gerarchica delle pagine hanno lasciato un’impronta evidente sulle modalità con cui oggi interagiamo con contenuti digitali. Accendere un vecchio televisore, premere il tasto del teletext e vedere apparire una pagina numerata significa ancora oggi percepire l’essenza di un’idea che ha anticipato il web: informazione essenziale, immediata, accessibile e sotto il controllo di chi la cerca.

Sviluppo del Teletext in Svizzera

Il 19 dicembre 1983, il Consiglio federale rilascia alla SSR la concessione Teletext. Quattro giorni dopo, il 23 dicembre, viene fondato «Teletext Svizzera SA» con sede a Bienne. L'anno successivo per la prima volta vengono trasmesse informazioni Teletext su quella che allora era la SF DRS. Svizzera francese e italiana seguono rispettivamente nel 1985 sul canale TSR e nel 1986 sulla TSI.

Nel 1988 viene per la prima volta realizzata una sottotitolazione in diretta. Mentre la prima sottotitolazione in diretta di un telegiornale «Tagesschau» di SF DRS è datata 1991. Nel 1994 Teletext raggiunge una prima pietra miliare: un milione di lettrici e lettori si informano giornalmente sul portale.

Dal 1996 Teletext è anche disponibile online su teletext.ch. Nel 2001, il media raggiunge un nuovo record di seguaci: 1,147 milioni di utenti. Tre anni dopo sono già 1,3 milioni al giorno. Una nuova cifra record viene stabilita il 21 agosto 2005: oltre 1,8 milioni di persone utilizzano il Teletext per informarsi sulla situazione delle inondazioni avvenute allora in Svizzera. Nel 2006 ancora un nuovo primato: il 19 febbraio oltre 2,2 milioni di persone si informano sui Giochi olimpici di Torino.

Nel 2008 viene introdotto un sito web mobile del Teletext e un anno dopo, nel 2009, arriva l'applicazione per iPhone. Nel 2010 segue l'applicazione per Windows Phone 7 e il media raggiunge un nuovo record (assoluto) di utenza: 2,267 milioni di utenti utilizzano Teletext per informarsi in una domenica di votazioni.

Nel 2012, il sito web teletext.ch viene sottoposto a una leggera revisione, ma il design viene mantenuto poiché le utenti e gli utenti restano molto legati all’estetica originale del Teletext.

Fino al 2015, Swiss TXT è responsabile dell'ideazione, del funzionamento e della commercializzazione del Teletext delle emittenti televisive della SSR (SRF 1, SRF zwei, SRF info, RTS Un, RTS Deux, RSI LA 1 e RSI LA 2). Tra il 2005 e il 2008, le redazioni del Teletext vengono distaccate presso le redazioni di SRF, RTS e RSI. SWISS TXT diventa il centro di competenza multimediale della SSR e si concentra sui servizi ICT, video e accessibility.

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